lunedì 10 giugno 2013

Avere la Bacchetta magica

La Primavera, Sandro Botticelli
La nostra società è fondata su un credo religioso che non danza. Gli artisti del 500 se ne erano accorti e hanno fatto rinascere il tempo in cui gli eventi più importanti della comunità venivano resi sacri e festeggiati con le danze. Il Mercurio, per Botticelli, spazza via le ultime nuvole di tristezza mentre la gioia è ritornata sulla terra, fertile e lussureggiante. La fluidità, infatti, è il mezzo per vedere tutto come un fenomeno vivo, e le dinamiche dell’eccitazione e della sensualità sono fondamentali. Per danzare profondamente bisogna abituarti ad aprire le braccia, esporre la pelle, il petto, lasciarti andare. E’ pericoloso, per un individuo molto razionale esporsi, richiede coraggio e la voglia di ri-aprire la vita interiore. Difficile ancora oggi per chi non ha scoperto la falsità dell’ipnosi collettiva della censura tra erotismo e sviluppo spirituale, per cui non riusciamo più a cogliere il sacro da soli. Mi sono accorta di questa ferita prestando attenzione a come vanno spiegando la nudità della Maddalena, fatta passare come l’eco della sua vita da peccatrice. Ma osservando attraverso il linguaggio puro dei simboli, ci si rende conto di come sia una interpretazione faziosa proveniente da secoli di emarginazione del Femminile e soprattutto del concetto di Libertà. Peccatore si potrebbe riferire ad uno che non segue gli schemi, e così crollerebbe il valore attribuito dalla morale. Il suo è un corpo che vibra e respira, in un dinamico rapporto con un organismo più grande, la vita. Lei è delicata sensualità espressa con una sacralità silvana, profonda saggezza che si lascia trasportare nell’amore e comprensione del Tutto collegato. Vero è che viene rappresentata decaduta, con un caduceo sterile, privo di vita in mano, ma questo solo per chi considera il corpo e la mente separati, per chi ancora focalizza l’attenzione sull’esperienza drammatica.
Maria Maddalena penitente, Francesco Hayez
Per chi è tornato alla familiarità con l’armonia interiore, avrà riattivato l’immaginazione che lo metterà al riparo dalla mediocrità. Abbiamo lo stesso nome e di fronte a quest'immagine-specchio, il mio pensiero s'è messo a fare collegamenti, anche Lei, ho pensato, poteva far parte dell'universo di costellazioni familiari di traumi. E' stato un attimo, ed ho colto il “Mistero”. I dogma sono proprio uno stimolo al potere creativo individuale! Ecco perché tanta brutalità! La conoscenza razionale è infatti un sistema che limitata e classifica mentre il mondo naturale e il pensiero trascendentale è multidimensionale, vivace, spontaneo e la conoscenza si fa intuitiva. Una volta superata la paura del senso di perdita di un punto fisso, si apre la parte delle infinite possibilità.

venerdì 7 giugno 2013

Tantra-Taranta

quante, quante?

Il termine viene generalmente tradotto con "telaio", "ordito". Quale dei due? A questo punto entrambi. Colpisce come hanno a che fare con un'opera da realizzare. Vi siete mai osati chiedere cos'è l'amore? Da adolescente lasciavano poco o nulla i tentativi di corteggiamento del branco adolescenziale, mi sembravamo tutti sotto l’effetto di schemi convenzionali, con i migliori auguri si poteva scegliere tra una pillola a luci rosse o blu morale. Invece per me l’arrivo di Eros doveva avere qualcosa di speciale, una sensazione interiore da musical, un’opera lirica o un film d’animazione, in cui i protagonisti dialogano con animali, alberi e fantastici personaggi a suon di musica e desideri cantati. Ed ho sempre pensato che l’amore e la danza condividono un pezzo di giardino in comune. Così il mio intento fa spesso il gioco di ritrovare questi due sposi ed ho bisogno di ritornare a parlare della Pizzica-Pizzica perchè, unendosi di nuovo all'oriente, fa risuonare nel corpo una coreografia che inizia da dentro, fatta di geometrie elementari e di gesti semplici che alludono alla padronanza della propria vita interiore che a sua volta potrà iniziare a trasferirsi all’individualità più bella, una personalità più aggraziata. Il corpo è il contenitore delle esperienze del pensiero e non è da dubitare che questa materia viaggia nell’aria, una sincronicità si apre quando si è consumato il marasma dei sentimenti e acquisita una coscienza capace di descrivere la selva delle emozioni. Infatti per quanto bruta o priva di felicità appaia, una danza non sarà mai vuota di senso poichè i sentimenti saranno sempre guidati da energie magnetiche e potenti. Immaginate due persone lontane l’uno dall’altra ondeggiare su una musica e la loro energia personale, con una sensibilità più alta, fluire fra loro gioiosa e appassionata. Iniziano a camminare e sembra che lottino per avvicinarsi sempre di più. Poi si allontanano, piccoli saltelli e vibrazioni contenute li pervadono dalla punta dei piedi alla cima dei capelli. In questo che è un gioco di attrazione e magnetismo tra uomo e donna io vedo riflettere la vicenda cosmica tramandata dalle discipline orientali, l’unione di due principi assoluti, il Maschile ed il Femminile, raccontata attraverso le vicende di Shiva e Shakti, da cui prende vita l’intera manifestazione. Tutto vibra, tutto ha un ritmo nell'universo. Shiva è detto il Signore della danza e come tale dà origine al mondo delle forme. Ma egli può diventare attivo solo attraverso l’energia Shakti che gli dà forza. Con il potere incantatore della sua danza col velo, Shakti emana il gioco seducente della bellezza risvegliando lo Shiva dal sonno o aspetto statico. Lo stesso che fa la donna salentina quando nasconde lo sguardo dietro un fazzoletto, una Maya nella sua arte di seduzione e trame, e libero spazio all’immaginazione.




giovedì 6 giugno 2013

A' Serpe Kundalini

Risvegliare la serpe che dorme!

Il ballo della pizzica-pizzica ha cominciato a punzecchiarmi 4 anni fa, una sera d'estate. Da allora è cominciato un processo di risveglio dal sistema di riferimento che automaticamente esalta un lato, quello oscuro, e ne nasconde un altro, il gemello divino, poichè il Tarantismo, fenomeno legato alla danza-terapeutica popolare, è catalogato in malattia dei poveri e poco intelligenti. Per tornare a ricordarsi che la danza è un atto di creazione stra-ordinaria, bisogna andare lontano. Gli antichi quando volevano incontrare il Dio, cominciavano a cantare e ballare, incoraggiavano così l'elevazione dell’anima e il dialogo con gli alti piani di intelligenza. C’era una volta la conoscenza che una camminata praticata con un ritmo regolare, goda di straordinari attimi della propria attenzione. Attraverso la musica, ritmo, battito e melodia, possiamo diffonde tesori incredibili, quelli che la mente riesce a ottenere quando si concede uno stato di profonda medit-azione. Nelle società antiche era così; attraverso la danza si raffigurava un sentiero armonioso e ultraterreno. Il danzatore entrava nel giardino interiore e fioriva, nell’abbandonare il ruolo abitudinario, la coscienza proibita a se stessa e la divinità nascosta usciva dalla sua segretezza in un linguaggio manifestato da gesti, passi, giri, salti. Nel Sud Italia si sono sviluppare una serie di danze popolari, che passano sotto il nome di TARANTELLE. Il termine deriva da Taranta, un particolare ragno piuttosto grosso che si nasconde negli anfratti e nelle fratture della terra e delle rocce che, secondo la credenza popolare “morde” o, meglio “pizzica” (da cui, il nome dato al genere musicale pizzica-pizzica) giovani donne che lavoravano nei campi. Questo “morso” (un morso di tarantola non è pericoloso per l’uomo, al massimo produce arrossamento e un pò di dolore) provocava sudorazione, mal di stomaco, palpitazioni e spasmi muscolari, guaribili solo con un ballo. Quello che si può vedere con chiarezza in questo fenomeno è, intanto, la continuazione tra paganesimo e cristianesimo. Il Salento, per la sua posizione centrale nel mediterraneo è, da secoli, il punto d’incontro di culture diverse e questa gente è la naturale miscela di quella greca, bizantina ed araba. Anticamente in questa terra si praticavano rituali, si celebravano i cicli agrari e di sicuro i giovani praticavano le travolgenti danze del culto di Dioniso. Dobbiamo immaginarli nell’ebbrezza dei suoi cortei come Menadi e Satiri, attivi fin dall'età messapica. L'arrivo del Cristianesimo, escludendo da se il canale della danza e qualsiasi apertura verso la crescita autonoma, aveva prodotto nella memoria di questa gente, un senso di frustrazione che trova nel bisogno di sentirsi stimolate dalla musica la possibilità di dare sfogo al disordine mentale. A confermare questo legame psico-logico è proprio la tradizione. Per liberarsi dall’azione del morso, la “tarantata” doveva danzare e cantare fino al momento in cui S. Paolo “concede” la grazia della guarigione. Fu proprio per volere di S. Paolo che le donne sono state considerate creature inferiori ed emarginare nel dogma. Non può essere un caso. Nella trance, la “tarantata” dialogava proprio con colui che impedì il riconoscimento del “Femminile Sacro”. La religione, purtroppo, per sua natura, tende sempre a mistificare e chiudere qualcosa in un cofanetto mentre la spiritualità riguarda, per fortuna, qualcosa da liberare e tingere di felicità. Infatti, chiunque si sia affacciato alla letteratura orientale, sa quanto la danza si occupi di ravvivare le energie spirituali. Le “favole” orientali ci parlano proprio di una serpe arrotolata e dormiente alla base della spina dorsale, chiamata Kundalini. Per gli orientali essa è l'energia primordiale che scatta e sale lungo la colonna vertebrale, per risvegliare la coscienza e le abilità innate in noi. Quella con la serpe è una metafora per spiegare che la libido, il nostro vasto potenziale di energia, si può manifestare molto rapidamente, con ampia imprevedibilità può avere effetti emozionali fortissimi. L'immagine della Tarantata e della serpe che balza e trasporta la riserva di energia, sono molto vicine. Ed il veleno che assale la danzatrice è proprio il "venenum" connesso a "Venus", la dea della bellezza e dell'amore, una sostanza che accende un fuoco, il pizzico del desiderio sessuale. Se si ascoltano i canti popolari, infatti, la Taranta pizzicava proprio sotto la gonna o in mezzo i pantaloni, sottile modo per indicare gli organi sessuali e la richiesta, inconscia, di attenzione d'amore. In questo “volo” verso concetti archetipici antichissimi, spicca la seduzione, l'estasi e la sua pericolosa repressione, mentre risvegliare l'energia creativa dolcemente, attiva l'uso benevolo e armonioso del proprio potenziale interiore e il coraggio che conduce fuori da un cammino ordinario.